STILE JUVENTUS. 86

IL PRESIDENTE ANDREA AGNELLI
RILANCIA L’IDEA DI UN SUPER CAMPIONATO A LIVELLO EUROPEO
Il numero uno bianconero si è soffermato a lungo
sui mali e le arretratezze del calcio made in Italy: "La principale riforma
che dobbiamo applicare al calcio italiano è il miglioramento degli
stadi. La Juventus e gli altri club devono essere al centro della
riforma politica necessaria per far crescere il nostro calcio che ha perso
la sua spinta trainante".
Un declino, quello italiano, che si
riflette anche nella bocciatura alla candidatura dell'Italia per ospitare
gli Europei 2016: "Probabilmente l'Italia non è risultata
efficace per la Uefa. Perchè se l'Italia si candida a qualcosa, dovrebbe
vincere".
In attesa che la Serie A recuperi il terreno
perduto rispetto agli altri campionati ("bisogna discutere di più su come
accrescere i diritti tv piuttosto che sulla ripartizione
degli attuali"), Agnelli diffida del fair play finanziario:
"Prima voglio conoscere le sanzioni che adotterà la Uefa per i club
trasgressori perchè anche una multa di 10 milioni di euro non sarebbe
granchè. Ma neppure la squalifica è plausibile.
Immaginiamo che la Uefa un anno tenga fuori
dalle sue competizioni Juventus, Bayern Monaco, Real Madrid e Manchester
United: cosa direbbero le tv?". Da qui il rilancio dell'idea di un
super campionato a livello europeo, riservato a 20 squadre, senza
retrocessioni, sul modello dello sport americano.
"Il problema è che la Uefa rifiuta
automaticamente il sistema americano. Ma un campionato chiuso tra le
20 squadre migliori d'Europa sarebbe il massimo da un punto di
vista economico", insiste Agnelli.
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