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Juveteca -Anno VI (2008)

 

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STILE JUVENTUS. 40

Perché non fu acquistato Diego Maradona

Maradona con la maglia della Juventus dopo Juventus – Napoli del 09/11/86

  

Diego Armando Maradona: non ha ancora diciotto anni, quando il c.t. argentino Luis Cesar Menotti lo esclude dall'elenco dei ventidue per il Mondiale in casa. Teme che le pressioni eccessive possano rovinare quel talento precoce e assoluta­mente unico e, di conseguenza, danneggiare la squadra che ha un dovere: vincere, non solo perché così vogliono i generali al potere, ma anche per colmare una lacuna storica. Difatti, dei grandi Paesi in cui il calcio si è affermato, l'Argen­tina è l'unico a non fregiarsi del titolo di campione del mondo. Comincia allora il mito di questo ragazzo nato in un quartiere poverissimo a Lanus e poi esploso nell'Argentinos Juniors. Alla Juve arrivano telefonate e relazioni, Omar Sivori in prima persona lo segnala all'avvocato Agnelli, che informa Boniperti. Il presidente è perplesso: alla riapertura delle frontiere, che avverrà nell'estate del 1980, la Juventus non può permettersi di sbagliare la scelta dello straniero. Boniperti si documenta, raccoglie videocassette, ma non si schioda: per quella Juve che non vince lo scudetto per due stagioni consecutive, occorre un altro giocatore. Un regista, già individuato nell'irlande­se Liam Brady, pronto a lasciare 1'Arsenal. Ma siccome le spinte pro Maradona si moltiplicano, ed il Barcellona è già sulle tracce del fuoriclasse, Boniperti rompe gli indugi e vola in Sudamerica: da Caselle a Heathrow, ed eccolo a Buenos Aires nel giro di venti ore. Laggiù, scopre il mondo che già allora circonda Maradona: il suo manager dal nome impronunciabile, Cyterszpiller, i suoi amici, il suo seguito. Una tribù.

Torna a Torino con le idee ancor più chiare: non se ne fa niente, Maradona non giocherà nella Juve, né ora, né mai. Qualche anno più tardi, Agnelli rivela: "Boniperti, in quella occasione, non volle sentire ragioni. Maradona gli sembrava un nome troppo strano, quasi una bestemmia". In realtà, Maradona costa troppo, l'Argentinos Junior vuole almeno quindici miliardi di lire. Non basta: il suo ingaggio rischia di far saltare gli equilibri all'interno della squadra. E poi, tutta quella gente che vive sulle spalle del campione... Meglio Brady, che non è un ripiego, trattandosi di un eccellente professionista dal rendimento garanti­to. Certo, Maradona è il massimo, ma Boniperti non ha mai avuto un'attrazione sfrenata per lo spettacolo puro, è un uomo di campo e di sostanza: cosicché il Divino Scorfano, secondo la definizione di Gianni Brera, se lo godranno il Barcellona, e più a lungo, il Napoli.

 

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