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STILE JUVENTUS.
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Perché non fu acquistato Diego Maradona
Maradona con la maglia della Juventus dopo
Juventus – Napoli del 09/11/86
Diego
Armando Maradona: non ha ancora diciotto anni, quando il c.t. argentino Luis
Cesar Menotti lo esclude dall'elenco dei ventidue per il Mondiale in casa.
Teme che le pressioni eccessive possano rovinare quel talento precoce e
assolutamente unico e, di conseguenza, danneggiare la squadra che ha un
dovere: vincere, non solo perché così vogliono i generali al potere, ma
anche per colmare una lacuna storica. Difatti, dei grandi Paesi in cui il
calcio si è affermato, l'Argentina è l'unico a non fregiarsi del titolo di
campione del mondo. Comincia allora il mito di questo ragazzo nato in un
quartiere poverissimo a Lanus e poi esploso nell'Argentinos Juniors. Alla
Juve arrivano telefonate e relazioni, Omar Sivori in prima persona lo
segnala all'avvocato Agnelli, che informa Boniperti. Il presidente è
perplesso: alla riapertura delle frontiere, che avverrà nell'estate del
1980, la Juventus non può permettersi di sbagliare la scelta dello
straniero. Boniperti si documenta, raccoglie videocassette, ma non si
schioda: per quella Juve che non vince lo scudetto per due stagioni
consecutive, occorre un altro giocatore. Un regista, già individuato
nell'irlandese Liam Brady, pronto a lasciare 1'Arsenal. Ma siccome le
spinte pro Maradona si moltiplicano, ed il Barcellona è già sulle tracce del
fuoriclasse, Boniperti rompe gli indugi e vola in Sudamerica: da Caselle a
Heathrow, ed eccolo a Buenos Aires nel giro di venti ore. Laggiù, scopre il
mondo che già allora circonda Maradona: il suo manager dal nome
impronunciabile, Cyterszpiller, i suoi amici, il suo seguito. Una tribù.
Torna a Torino con le idee ancor più chiare:
non se ne fa niente, Maradona non giocherà nella Juve, né ora, né mai.
Qualche anno più tardi, Agnelli rivela: "Boniperti, in quella occasione, non
volle sentire ragioni. Maradona gli sembrava un nome troppo strano, quasi
una bestemmia". In realtà, Maradona costa troppo, l'Argentinos Junior vuole
almeno quindici miliardi di lire. Non basta: il suo ingaggio rischia di far
saltare gli equilibri all'interno della squadra. E poi, tutta quella gente
che vive sulle spalle del campione... Meglio Brady, che non è un ripiego,
trattandosi di un eccellente professionista dal rendimento garantito.
Certo, Maradona è il massimo, ma Boniperti non ha mai avuto un'attrazione
sfrenata per lo spettacolo puro, è un uomo di campo e di sostanza: cosicché
il Divino Scorfano, secondo la definizione di Gianni Brera, se lo godranno
il Barcellona, e più a lungo, il Napoli.
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